La Riserva Naturale del Rio Torsero ed il Museo Paleontologico
La Riserva del Rio Torsero, localizzata ad occidente dell'antico abitato di Capriolo, riveste una notevolissima importanza scientifico-paleontologica. I fossili pliocenici di questo giacimento, risalenti ad un periodo compreso tra 1.7 e 5 milioni di anni fa, sono noti in tutto il mondo per la loro rappresentatività e il loro buono stato di conservazione. I ritrovamenti concentrati testimoniano l'antica presenza di un mare "caraibico", visto l'analogia dei fossili con altre specie presenti nei mari caldi.
Da queste macrofaune fossili si possono ricostruire le variazioni del livello marino e quindi le condizioni paleogeografiche.
Oltre al legittimo interesse di studiosi e collezionisti preparati, l'area ha visto l'assalto di raccoglitori e commercianti i quali, a fini di lucro, hanno preso d'assalto il Rio Torsero riducendo il giacimento ad uno stato di caotico abbandono e di pericolo a causa di scavi e di gallerie non protette,eseguite indiscriminatamente per l'estrazione dei reperti.
Il primo studioso della zona fu il cerialese Agostino Sasso, docente di mineralogia e ittiologia all'Università di Genova, che dal 1827 cominciò la catalogazione.
Da non perdere il Museo Paleontologico del Rio Torsero, attualmente ospitato all'interno della scuola "Silvio Lai" di Peagna, il quale ospita numerosi pezzi scoperti sulle sponde del corso d'acqua, soprattutto fossili di conchiglie. Il Museo è composto da tre sale: conferenze, laboratorio (si può seguire il lavoro dei ricercatori alle prese con bilance di precisione, lampade a raggi ultravioletti, microscopio ottico), museo (sette vetrine con un centinaio di famiglie rappresentate di conchiglie, fossili di cetacei, impronta di granchio).
Tra le rarità lo "strombus coronatus", alcuni "coni" e "cipree".
L'ingresso è gratuito (sabato dalle ore 10,00 alle
12,00; su richiesta per gruppi).